Ieri 27 Luglio il Senato Accademico, a seguito della mia interrogazione prende atto di tale mancanza. Il Senato Accademico infatti non ha espresso alcun parere in merito al nuovo Regolamento Tasse, non ottemperando quindi ai suoi obblighi statutari.
Il Rettore ha anticipato che porterà il parere in “sanatoria”, al prossimo Senato Accademico, previsto per Settembre. Tale sanatoria tuttavia riteniamo non possa sufficientemente garantire le regole e i principi fondativi dello Statuto stesso.
Quali provvedimenti quindi, a margine delle considerazioni fatte, verranno attuati per garantire i nostri diritti se lo stesso Statuto non è stato rispettato?
Tassare diversamente i fuori corso è senza alcun dubbio una scelta politica, che non può prescindere da alcune considerazioni in merito a tale “status”.
Lo studente fuori corso o ripetente paga già più tasse semplicemente perché si iscrive per più anni, senza contare che il fuori corso in genere utilizza meno la struttura e quindi i servizi, deve fare i conti con il cambiamento dei programmi, dei docenti di riferimento e ultimamente anche al cambio di ordinamento. Una volta fuori corso in sostanza è molto più difficile riuscire a svincolarsi da tale status e terminare la propria carriera serenamente.
Sicuramente laurearsi in corso e con voti alti è importante, ma non è sempre indice di qualità nello studio e nel lavoro. Andrebbero sanzionati invece i docenti assenteisti, i sistemi informatici che non funzionano, i relatori irreperibili, o chi consolida la prassi che per non interrompere la media dello studente, reitera il voto precedente.
In un sistema fortemente penalizzato dai tagli all’FFO non possiamo assecondare le logiche del “dividi et impera” e finire per rientrare nei luoghi comuni di professori baroni, personale nullafacente, studenti fannulloni, dottorandi raccomandati, ecc… Svincoliamoci quindi e lavoriamo assieme per uscire da questo periodo fortemente penalizzante, con la consapevolezza che bisogna partire dagli investimenti e non da chi paga per apprendere!
Molti Atenei italiani che sono in condizioni finanziarie simili al nostro Politecnico stanno prevedendo delle sanzioni per i fuoricorso, tuttavia tale decisione è stata contestualizzata ad un percorso di supporto che favorisse l’esaurimento dei fuoricorso, la cui non adesione corrisponde ad un aumento del 50% della tassazione nello stesso anno accademico.
Purtroppo tutte queste considerazioni lasciano il tempo che trovano, quando non possiamo che augurarci che si riprenda il Regolamento e si annulli la delibera di approvazione.

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L’associazione Studenti Democratici ha organizzato:
SIT IN NELL’ATRIO DEL POLITECNICO DI BARI LUNED’ 12 LUGLIO (dalle 11.00) http://www.facebook.com/event.php?eid=128119837230523 Invitiamo tutti gli studenti a prenderne parte; inoltre invitiamo anche il corpo docente per poter mettere in luce le problematiche che stanno colpendo l’Università e in particolare i Ricercatori. ————————————— Negli ultimi anni l’Università Pubblica Italiana è stata massacrata. Da principio l’introduzione del 3+2, per l’adeguamento al sistema europeo, aveva sconvolto la didattica dei nostri Atenei depauperandola del suo valore formativo. Poi tanti piccoli e costanti provvedimenti di indebolimento. Infine il colpo di grazia di questi ultimi 2 anni: i vincoli del DM 544 (con le minatorie circolari n.160/09 e n.18/10) e dai tagli del ddl 133 e della legge 1/09. I vincoli hanno costretto i nostri Atenei ad introdurre il numero chiuso e chiudere molti corsi di laurea lasciando per strada tanti studenti orfani del futuro che volevano costruirsi. I tagli stanno strangolando nei debiti gli Atenei in attesa che vengano commissariati e chiusi. Il sistema di formazione è lo strumento fondamentale utilizzato per plasmare i soggetti che andranno a costituire la società del domani. In quest’ottica diventa evidente quanto sia nodale una riforma dell’istruzione superiore e della ricerca, che renda l’Università specchio della società che la circonda. “C’è la necessità di investire in ricerca e innovazione, perché su questo ci giochiamo il nostro futuro, anche per uscire dalla crisi in condizioni migliori di come ci siamo entrati”, così si è espresso alcuni mesi fa il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il Politecnico di Bari è uno dei principali poli tecnologici del sud Italia, svolge un ruolo primario nella formazione tecnico-scientifica di questa regione, offre corsi di laurea professionalizzanti e, per ora, diversificati, i cui laureati sono tra i più richiesti sul mercato del lavoro; è dovere delle istituzioni far proprie le parole del Presidente e puntare fortemente, soprattutto in questo periodo di crisi, sulla formazione in generale e su quella tecnico scientifica in particolare. L’attuale governo sembra non voler recepire questo importante messaggio, lo testimoniano le varie manovre finanziarie che, con i loro tagli progressivi, ci allontanano sempre più dagli obiettivi fissati dalla strategia di Lisbona e il recente “ddl in materia di organizzazione e qualità del sistema universitario, di personale accademico e di diritto allo studio”. È questa una riforma che colpisce alle fondamenta la nostra istituzione, i suoi inabdicabili compiti istituzionali, stravolgendone inesorabilmente la sua natura Pubblica. Una riforma che consegna agli esterni il controllo del Consiglio d’Amministrazione, attacca la rappresentanza studentesca, conferisce al C.d.A. poteri di controllo sulla didattica e sulla ricerca attualmente riservati al Senato Accademico, accentua il precariato nella ricerca universitaria, colpisce il sistema di diritto allo studio riservando parte delle già scarse risorse attuali all’implementazione del sistema del prestito d’onore, strumento che in aperta violazione della Carta Costituzionale anziché garantire ai capaci e meritevoli ma privi di mezzi la possibilità di accedere ai più alti gradi dell’Istruzione li trasforma in un esercito di debitori. Viene favorito il privato a discapito del pubblico, in una riforma che dovrebbe portare avanti la cultura e la meritocrazia all’interno dell’università pubblica e non portare parte degli studenti in quella privata e altri al pascolo della disoccupazione! Ci vuole molto a capire che più giovani che studiano all’università ci sono in Italia, più preparati essi sono e maggiore è lo sviluppo dell’intera nazione? Il progresso nazionale è realmente legato a “invenzioni” simili al “Costo dello studente” o è legato al livello culturale della popolazione? Pensare l’Università Pubblica come una spesa e non un investimento sui giovani del nostro paese, pensarla come elitaria e non indispensabile per tutti, fa venire meno il carattere “pubblico” di tale istituzione. Studiare è di fondamentale importanza: conoscere ci aiuta a pensare liberi da ogni censura e ci rende indipendenti e capaci di formare noi stessi nel migliore dei modi. Frequentare l’Università non è solo conquistare un “pezzo di carta”, ma è emanciparsi e orientare l’intero paese verso nuovi percorsi e prospettive. Sperando sempre che l’ignoranza dei giovani non sia voluta, dovremmo avere un chiaro quadro del futuro avanti a noi: fra dieci anni circa ci troveremo a dover essere dipendenti dalla ricerca e lo sviluppo di altre nazioni e allora potremo tirare le amare somme su riforme fatte in base al risparmio del denaro e alla finta meritocrazia. NON POSSIAMO PERMETTERLO!!! |
ASSEMBLEA STUDENTESCA – MERCOLEDÌ 7 LUGLIO – ORE 11.30 – AULA 0. Per parlare di tutti i problemi che ci stanno investendo da due settimane a questa parte, per elaborare proposte e scambiarci idee su: proposta di aumento tasse; sospensione dell’attività didattica; decreto legge Gelmini.
info su: www.studentidemocratici.it
Convocati per martedì 6 luglio 2010, alle ore 19.30, e per giovedi 8 luglio, alle ore 19.30 presso la Sala Consiliare della sede municipale in Via De Gasperi n.137, due Consiglio comunali per trattare i seguenti ordini del giorno:
6 LUGLIO 2010:
Approvazione schema di convenzione per la gestione associata delle funzioni dei servizi socio assistenziali (ex art.30 del D.Lgs. n.267/2000).
8 LUGLIO 2010:
Approvazione Piano Sociale di Zona 2010 – 2012 Ambito n.11.
Il PD esprimerà voto favorevole in merito all’approvazione del conto consuntivo nell’esercizio finanziario 2009.
Questo consuntivo, che la Giunta Diperna sottoporrà nei prossimi giorni al Consiglio Comunale, conferma la consolidata efficienza dell’amministrazione uscente di centro-sinistra, che ha sempre lavorato strenuamente per garantire adeguate risorse finanziarie per assicurare tutte le iniziative programmatiche promosse e attuate in questi anni.
A tal proposito, la disponibilità di cassa a fine 2009 ammonta a 11,9 milioni di Euro, dato che testimonia, in modo inconfutabile, l’ottima situazione finanziaria che l’amministrazione di Centro-Sinistra lascia in eredità al momento del passaggio di consegne al Centro-Destra.
Una gestione, come evidenziato dalla proposta di Rendiconto 2009 sottoposto all’approvazione del Consiglio Comunale, che non ha prodotto alcun debito fuori bilancio e che, inoltre, consegna in dote un “tesoretto”, sotto forma di avanzo di amministrazione, pari a ben 821.631,07 euro, di cui 255.000,00 euro vincolati alla realizzazione di opere pubbliche e 567.261,00 euro per spese non vincolate.
Inoltre, grazie al fatto che le Amministrazioni di Centro-Sinistra hanno sempre rispettato il Patto di Stabilità, ininterrottamente dal 2000 al 2009, senza però venir meno all’utilizzo integrale dei fondi comunitari, il Comune di Mola manterrà la sua posizione provilegiata di Comune virtuoso: elemento non di poco conto, visto che consentirà anche nel 2010 di beneficiare di premialità ed eviterà di incorrere nelle pesanti sanzioni previste per gli enti che invece hanno prodotto sforamenti.
Come si deduce dal Conto consuntivo 2009, l’avanzo di bilancio è stato garantito grazie alla razionalizzazione delle spese correnti, ridotte in misura significativa, ma al tempo stesso è stato dato grande impulso agli
investimenti: oltre 9 milioni di euro per la realizzazione ed il completamento di opere già avviate ed oltre tre milioni di euro per nuove opere, attivate senza ricorrere a mutui.
I revisori dei conti hanno attestato la regolarità delle procedure di contabilizzazione delle entrate e delle spese in conformità alle disposizionidi legge e regolamentari nel corso del 2009, ma hanno richiamato l’attuale Giunta Diperna, in quanto nella relazione di accompagnamento del consuntivo non vi sono adeguate informazioni e notizie in grado di rendere tangibili e comprensibili gli effetti della spesa, in termini di servizi ed opere effettivamente realizzate.
Il Partito Democratico esprime inoltre l’auspicio che, nell’interesse della nostra città, la nuova Amministrazione di Centrodestra possa garantire continuità a questo approcio nella gestione finanziaria, in grado di garantire al tempo stesso il rigore e l’equilibrio di bilancio, da una parte, e l’erogazione di servizi e la realizzazione di opere pubbliche dall’altra.”
Partito Democratico
Mola di Bari