Il 12 maggio l’onorevole Valentina Aprea ha depositato presso la VII commissione cultura della camera un disegno di legge (n. 953) sulla scuola intitolato “Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà della scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico degli insegnanti”. Ci ritroviamo di fronte all’ennesimo tentativo di riforma complessiva del sistema scolastico, che avviene ad ogni cambio di governo. Già dalla lettura del titolo possiamo comprendere l’impianto culturale che soggiace al progetto di legge, nel momento in cui si parla di liberta di scelta educativa delle famiglie, non solo intravediamo nella “libertà di scelta” l’annosa questione delle scuole private, ma poi nell’attribuzione di quella stessa scelta alle famiglie, vediamo ancora una volta la volontà di non riconoscere piena cittadinanza agli studenti e alle studentesse italiane.
Il modello proposto dall’Onorevole nel suo disegno di legge, si pone agli antipodi del modello di scuola che noi ci immaginiamo, di fatti si parla di scuole azienda, dove i consigli di istituto sono sostituiti dai consigli di amministrazione (organismi tipicamente aziendali) individuati insieme al dirigente scolastico, come gli unici veri e propri organi di gestione; si ripropone, come con la Moratti, una scuola senza le rappresentanze studentesche obbligatorie, la cui presenza è lasciata alla discrezionalità del dirigente scolastico o ad articoli specifici del regolamento di istituto (votati chiaramente dal cda in cui la presenza degli studenti non è obbligatoria)…insomma una vera e propria garanzia di esclusione totale degli studenti dai processi di partecipazione e democrazia all’interno delle scuole.
Il disegno di legge prevede il rafforzamento dell’autonomia delle scuole, in una delle più perverse interpretazioni, un’autonomia intesa come possibilità del dirigente scolastico di assumere importanti scelte di indirizzo in totale indipendenza dagli organi collegiali, che vengono totalmente demoliti, scompare anche il consiglio di classe sostituito da un generico organo di valutazione collegiale degli alunni, svilendone il senso di condivisione di pratiche didattiche e di miglioramento dell’efficacia dell’azione educativa, riducendo il ruolo degli insegnanti a meri valutatori.
Ancor più grave è la possibilità di partner”privati” di accedere all’interno del CDA, quindi di intervenire direttamente nella gestione della scuola, qualora questi partner così come cita il disegno di legge dovessero sostenere le attività della scuola, possono partecipare al raggiungimento degli obiettivi strategici indicati nel POF (piano dell’offerta formativa), detto in soldoni: un privato investe dei fondi in una scuola, quindi decide anche della stessa arrivando ad intervenire addirittura sugli obiettivi di apprendimento sui contenuti e i programmi di insegnamento. Il fine è quello di raggiungere un sistema misto privato-statale, che secondo l’Aprea porterebbe al superamento dello statalismo a tutti costi che ha caratterizzato l’istruzione pubblica in questi anni, definito nel cappello introduttivo al DDL come una gabbia, che non consente a tutti la libertà di scelta educativa, visto che vengono privilegiate in tal modo le scuole statali. L’ingresso dei privati sarebbe potenziato per quelle scuole che hanno i requisiti per trasformarsi direttamente in fondazioni, al fine, così come cita il testo, di garantire “una maggiore libertà di educazione” che porti ad un’innovazione della scuola grazie alla presenza di soggetti terzi che sostengono le attività.
Si modifica infine il sistema di reclutamento degli insegnanti, la cui carriera si dovrebbe basare su tre step consecutivi (docente iniziale, docente ordinario, docente esperto), fissando modalità e criteri di valutazione per il reclutamento assolutamente “incontrollabili”, come la possibilità delle singole scuole di indire bandi per l’assunzione; oltre a ciò vi sono pesanti modifiche per ciò concerne il contratto di lavoro, che non sarebbe più incluso all’interno del CCNL della pubblica amministrazione, ma realizzato attraverso delle specifiche “rappresentanze sindacali unitarie d’aria”, ovvero rappresentanze regionali solo del corpo docenti.
A breve la scheda tecnica con approfondimenti e specifiche.
L’Unione degli Studenti
Clicca qui per scaricare la scheda tecnica sul DDL Aprea!



















